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venerdì 20 marzo 2009

Più lontana della luna - Paola Mastrocola

Un libro ambientato negli anni 70 a Stupinigi, vicino a Torino. Una ragazza di quindici anni, figlia di un operaio che lavora alla Fiat e di una verduraia che lavora al mercato, inizia a porsi le prime domande sulla vita e sull'amore. I suoi genitori decidono di non mandarla a scuola alle superiori e lei inizia a lavorare con la mamma. Un giorno a casa, arriva un venditore di enciclopedie, e le si aprirà un mondo! Inizierà a leggere e sfogliare il primo enorme tomo dell'enciclopedia e a scoprirlo. In questo modo si interesserà sempre di più alla poesia e all'amore provenzale di quei poeti che amavano donne lontane, senza nemmeno averle mai viste. Così decide di cercare anche lei un "amore da lontano", e scappa di casa. Tornerà, dopo un vano tentativo, rendendosi conto di quello che sarebbe stato senza i suoi genitori. Per poi riprendere questa decisione definitiva una volta cresciuta un pò di più. Così, poichè loro vivevano in una scuderia dei Savoia, prende il cavallo del padre e si incammina in un lungo viaggio alla scoperta di se stessa, vivendo un pò qua e un pò là, cambiando ogni concezione di vita.
Il romanzo è molto più profondo di quello che sembra. Infatti l'autrice vuole sottolineare il piacere e l'interesse per la letteratura e la poesia della vita, ma soprattutto l'inadeguatezza di questa ragazza, cresciuta in una famiglia dove non si sente capita e non lo sarà mai.
Il padre vorrebbe che lei si sposasse e gli facesse qualche bel nipotino, l'aspettativa per la sua vita creativa è inesistente per i suoi genitori, che vedono la ricchezza nel denaro, vedono un futuro per la figlia solamente nelle possibilità economiche, sognano che lei sposi un bell'impiegato statale, magari alla Fiat, che la mantenga e le dia una casa e una famiglia sicure. Sognano una vita forse normale, ma lei vuole qualcosa di più. Quello che può fare a casa è soltanto modellare le sue creazioni con il pongo, ma questo lo fa da quando era piccola e non se ne spiega il perchè. E' il suo modo per rilassarsi, per distrarsi, per sentirsi VIVA. L'amore? La famiglia? Non ci pensa neanche da lontano, perchè in realtà il suo amore e la sua famiglia sono una cosa più lontana di lei, che arriverà a scoprire soltanto alla maturità della sua gioventù.
Mi trattengo nel dire e raccontare il suo sogno che si realizza, lontano da casa, dalla Fiat, dal mercato e da giovanotti laureati. Sola, finalmente, come desiderava, sola con le sue creazioni interiori e non, sola con il suo animo, la sua vita, la sua speranza, la sua FELICITA'. Perchè nella vita si può essere felici anche essendo soli. Con un amore da lontano o l'idea di esso.

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